Lotta alla zanzara tigre

MONITORAGGIO E LOTTA ATTIVA CONTRO LA ZANZARA TIGRE – ANNO 2011

COMUNICATO DELL’ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE AI CITTADINI DEL COMUNE DI LORETO

Carissimi cittadini,
La zanzara tigre importata nel mondo occidentale dall’Asia probabilmente attraverso il commercio di copertoni usati, dove evidentemente ha trovato una nicchia adatta alla propria diffusione, si è diffusa negli ultimi vent’anni abbondantemente sia negli Stati Uniti che in Europa, arrivando a costituire un serio motivo di preoccupazione sanitaria e ambientale. L’aspetto caratteristico la rende ben riconoscibile: grazie al corpo nero a bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome e con una striscia bianca che le solca il dorso e il capo, si distingue dalle altre zanzare per le abitudini e il ciclo di vita. Grazie alla sua versatilità, la zanzara tigre è riuscita a superare barriere ambientali notevoli: infatti, depone le uova in ambienti asciutti e poco luminosi dove sono in grado di superare inverni anche rigidi. Il ciclo riprende poi quando si allungano le ore di luce, la temperatura si aggira sui 10 gradi e questi ambienti si riempiono di acqua, spesso anche semplicemente grazie a fenomeni di condensa. A questo punto le uova si schiudono, danno origine a larve e quindi a zanzare adulte che colonizzano poi le zone circostanti secondo un andamento “a focolaio”, cioè in modo non continuo e omogeneo. Sono portatrici di numerosi virus, ma anche la sola puntura rappresenta un problema. Si tratta infatti di un insetto molto aggressivo, che punge soprattutto nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto e al tramonto, e riposa di notte sulla vegetazione. Le sue punture procurano gonfiori e irritazioni persistenti, pruriginosi o emorragici, e spesso anche dolorosi. Nelle persone particolarmente sensibili, un elevato numero di punture può dare luogo a risposte allergiche che richiedono un’attenzione medica. La presenza della zanzara tigre in numerosi focolai quindi può arrivare ad alterare le abitudini delle persone, inibendo i bambini e gli anziani dal giocare e sostare all’esterno nelle ore fresche della giornata, proprio quelle più piacevoli e adatte a questo genere di occupazioni.
Per questi motivi, quest’anno per la prima volta, mettiamo in atto una strategia integrata di lotta alla zanzara basata fondamentalmente su tre fasi: prevenzione, monitoraggio e distruzione dei focolai larvali. L’obiettivo da raggiungere è quello di bloccare in maniera determinante la diffusione dell’insetto. Per quanto riguarda la prima fase e cioè la prevenzione, l’amministrazione provvederà alla pulizia e disinfestazione dei tombini, ad effettuare continui trattamenti larvicidi in tutte le zone di scolo e ristagno poste in aree pubbliche e mettere in atto interventi mirati a disinfestare le popolazioni di zanzare adulte nelle aree scolastiche e in altre zone del territorio dove l’infestazione sia particolarmente intensa. Sulla prevenzione dobbiamo precisare però, che il ruolo da protagonista appartiene al cittadino il quale deve impedire la possibilità di deposizione delle uova. Per far questo bisogna evitare l’abbandono di materiali in cumuli all’aperto che possano raccogliere l’acqua piovana; eliminare l’acqua dai sottovasi, dagli annaffiatoi, dai bidoni, dai copertoni; innaffiare direttamente con le pompe gli orti e i giardini, senza mantenere riserve di acqua a cielo aperto; eventualmente, se necessario l’uso di recipienti per la raccolta dell’acqua, cercare di tenerli coperti e provvisti di zanzariera, ben fissata e tesa; pulire e trattare bene i vasi prima di ritirarli all’interno durante i periodi freddi. L’abitudine di portare le piante al riparo dai freddi invernali, infatti, è probabilmente una delle cause che generano, all’arrivo della primavera quando le temperature salgono e le piante vengono nuovamente esposte e innaffiate, la schiusa delle uova invernali facilitando notevolmente la diffusione della zanzara stessa nell’ambiente; trattare i tombini, e tutti i recipienti posti all’esterno dove si raccoglie acqua piovana, ogni 7-10 giorni con prodotti larvicidi specifici che sono reperibili, come già messo a disposizione lo scorso anno, presso l’Ufficio Tecnico Comunale. La fase due la svolgiamo principalmente noi della Protezione Civile. Il nostro gruppo comunale attua un monitoraggio sistematico in base alle disposizioni date dal Piano della Regione Marche e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale “I.Z.S.” dell’Umbria e delle Marche. Questo consiste nel posizionare dal mese di giugno fino al mese di ottobre, con criteri definiti dal gruppo di lavoro regionale con una metodologia appositamente studiata, delle ovitrappole: un bicchiere riempito di acqua con all’interno una stecca di masonite la quale immagazzinerà le uova deposte dalla zanzara. A decadenza settimanale queste stecche verranno inviate all’I.Z.S. che al microscopio effettueranno la lettura dei campioni.
L’obiettivo finale sarà quello di stimare il grado di infestazione da zanzara tigre in determinate zone definite dal piano regionale “a rischio”. Individuate le aree di proliferazione si passerà all’ultima fase che sarà quella della distruzione mirata dei focolai larvali.

Per tutte le informazioni ed eventuali suggerimenti rimaniamo a vostra completa disposizione.

Con la massima attenzione di sempre nei confronti della nostra comunità e del nostro territorio.

Loreto, 18.06.2011

Roberto Bruni