Conoscere la Città di Loreto

La Città di Loreto si trova a 127 mt s.l.m. – a 27 Km da Ancona – a 5 Km dal mare e vi si può giungere con:

Autostrada A14 Bologna – Canosa, uscita di Recanati-Loreto
Ferrovia Milano – Lecce, stazione di Loreto
Aeroporto di Falconara ( Km 33 )
Porto di Ancona ( Km 27)
Strada Statale 77 – Val di Chienti
Strada Statale 16 – Adriatica

La città è  nota in tutto il mondo grazie al Santuario mariano dove si conserva e si venera la Santa Casa della Vergine Maria, trasportata da Nazaret nel 1294.

La casa della Madonna a Nazaret era costituita di tre povere pareti in pietra addossate e poste come a chiusura di una grotta scavata nella roccia. La grotta è tuttora venerata a Nazaret, nella basilica dell’Annunciazione, mentre le tre pareti di pietra, dopo la cacciata dei cristiani dalla Palestina da parte dei Musulmani, sono state salvate dalla sicura rovina e trasportate prima a Tersatto, nell’odierna Croazia, nel 1291 e poi a Loreto il 10 dicembre 1294.

Circa le modalità della ‘venuta’ a Loreto della  Santa Casa di Nazaret si è imposta per lunghi secoli la versione popolare del suo trasporto miracoloso, “per ministero angelico”. La ricerca storica degli ultimi decenni, in base a reperti archeologici e numerose prove documentali più obiettive e consistenti,  possiede convincenti riscontri per affermare che la Santa Casa di Loreto, come del resto tante altre preziose reliquie della Terra Santa, è stata trasportata per nave, al tempo delle crociate. La versione popolare del trasporto ‘per mano di angeli’ con ogni probabilità è nata dal fatto che nella vicenda hanno svolto un ruolo chiave e primario i regnanti dell’Epiro, appartenenti alla famiglia Angeli, come risulta da un documento notarile del 1294, scoperto recentemente. Gli studi degli ultimi decenni, condotti da esperti, confermano la tradizione lauretana e l’origine palestinese delle pietre della Santa Casa, che risulta tra l’altro un manufatto estraneo agli usi edilizi marchigiani. I raffronti tecnici e architettonici dimostrano che le tre pareti della Santa Casa di Loreto si connettono bene con la grotta esistente a Nazaret e con gli altri edifici di culto costruiti sulla casa della Madonna nei primi secoli d. C. Le pietre della Santa Casa sono lavorate e rifinite secondo l’uso dei Nabatei, un popolo che ha esercitato il suo influsso anche nella Galilea fino ai tempi di Gesù. Sulle pietre si conservano inoltre numerosi graffiti e incisioni tipici delle comunità giudeo-cristiane presenti solo in Palestina prima del V secolo.

Tutto quanto c’è di bello e di artistico a Loreto si è sviluppato intorno a queste umili pareti di pietra ristrutturate a modo di casetta o piccola chiesa. Oltre alla sontuosa basilica,  abbellita da grandi artisti, le stesse pareti della Santa Casa sono racchiuse da un artistico rivestimento marmoreo, uno dei più grandi capolavori scultorei dell’arte rinascimentale. Esso racchiude la Santa Casa come uno scrigno che contiene perle preziosissime: si tratta delle povere pareti legate ai ricordi più cari al cuore della cristianità. Qui fu annunziato il mistero dell’incarnazione, qui ebbe inizio la storia della salvezza con il sì di Maria all’annuncio dell’angelo; queste pietre sono state santificate dalla presenza e dalla vita quotidiana della Santa Famiglia e sono testimoni mute e perenni del passaggio del Figlio di Dio sulla terra.

Per sette secoli milioni di pellegrini hanno sostato in preghiera in questa casa benedetta, sotto lo sguardo benedicente di Maria in atto di consegnare ancora Gesù al mondo. Maria ha accolto e continua ad accogliere tutti i suoi figli nella sua casa e nel suo cuore di Madre. Tra queste pareti hanno sostato anche personaggi illustri, soprattutto tanti santi e pontefici.

DA VISITARE

Iniziamo la nostra visita dal Belvedere o Piazzale Giovanni Paolo II da cui si può ammirare la Valle del Musone, dove avvenne la famosa Battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860) tra le milizie pontifice e quelle piemontesi. Sullo sfondo si può vedere il promontorio del Monte Conero.

Scala Santa. È segnata lungo il percorso da 15 edicole con rappresentazioni bronzee dei Misteri del Rosario, realizzate da Guarino Roscioli. Lo stesso artista realizzò la statua bronzea della Madonna di Loreto che si trova all’inizio della salita. Il percorso pedonale congiunge la parte alta della città, sorta sul Monte Prodo, con quella più in basso, in prossimità della Stazione Ferroviaria.

Lungo la strada si incontra il Cimitero Polacco. E’ dedicato a 1100 soldati polacchi caduti lungo il territorio dell’Adriatico, da Pescara alla linea gotica, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Cinta Muraria. Fu voluta da Leone X per proteggere la “Villa di Santa Maria in Loreto” dall’assalto dei Turchi. È caratterizzata dalla presenza di due grandi bastioni circolari e tre pentagonali (1518 – 1521).

Si entra nell’antica città passando da Porta Marina. Fu costruita fra il 1523 e il 1534, ed arricchita fra il 1617-24 da Giovanni Branca con elementi provenienti dalla demolizione del vecchio cimitero.

Sul primo bastione che si incontra è nato nel 1926, in memoria dei caduti in guerra, il Parco della Rimembranza. Bel punto panoramico da cui ammirare ancora una volta la Valle del Musone e, dall’altra parte, l’imponente parte absidale della Basilica della Santa Casa. Nel parco vi sono sistemati dei cannoncini della II Guerra Mondiale.

Costeggiando la strada verso destra si prende il Vicolo degli stemmi chiamato così per la presenza di diversi stemmi di papi e vescovi che hanno lasciato anche in questo modo il loro segno distintivo nella città mariana. Si può osservare parte dell’antica pavimentazione originaria.

LA PIAZZA

Palazzo Apostolico: Dalla caratteristica forma a “L”, poiché mancante del braccio meridionale mai realizzato, fu costruito a partire dalla fine del XV secolo. Si sviluppa su due ordini, il primo corrispondente al porticato, in ordine dorico; il secondo, corrispondente al loggiato o piano nobile, di ordine ionico.

Palazzo Illirico: chiamato così perchè fu adibito a collegio per ospitare gli studenti provenienti dall’Illiria. (sec. XVII)

Fontana Maggiore: realizzata su progetto di Carlo Maderno e Giovanni Fontana (1604-14), le sculture bronzee furono realizzate dai fratelli Giacometti.

Facciata della Basilica: progettata da Giovanni Boccalini nel 1571, fu portata a termine nel 1587 da Lattanzio Ventura. Di particolare rilievo sono le tre porte bronzee volute dal Card. A.M. Gallo. Quella di sinistra fu realizzata da Tiburzio Vergelli nel 1596; la centrale è opera di Antonio Lombardo (1610); e quella di destra è di Antonio Calcagni (1600). La statua bronzea della Vergine con il Bambino fu realizzata da Girolamo Lombardo nel 1583.

Statua di Sisto V: di A. Calcagni con la collaborazione di T. Vergelli (1589).

Campanile: alto 67 metri circa, fu realizzato da Luigi Vanvitelli nel 1770 – 1775.

Cupola della Basilica: terza cupola in Italia per grandezza, dopo quelle di San Pietro in Roma e Santa Maria del Fiore a Firenze. Voltata il 23 maggio 1500 da Giuliano da Sangallo.

LA BASILICA DELLA SANTA CASA

Santa Casa: e’ la reliquia che fa di Loreto la meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.  Nella nicchia si venera la statua della Vergine Lauretana, opera di L. Celani (1922), la quale sostituì quella originaria del XIV secolo, andata distrutta in un incendio (1921). La Santa Casa fu affrescata all’interno con dipinti votivi del XIV secolo.

Rivestimento marmoreo: progettato da Donato Bramante (1506 c.a.) a somiglianza dell’ “Ara Pacis”, come se si trattasse di un grandioso e prezioso reliquiario. Fu realizzato grazie alla compartecipazione di molti scultori (1511-1538): A. Sansovino, B. Bandinelli, R. da Montelupo, N. Tribolo, F. da Sangallo, D. D’Aima, I fratelli Lombardo e i fratelli Della Porta, A. da Sangallo. E’ ornato dalle figure dei Profeti e delle Sibille, racchiusi entro nicchie, e da scene della vita di Maria. Di particolare rilievo sono l’Annunciazione del Sansovino, che fa da pala all’altare maggiore; e la Traslazione della S. Casa, nella parte posteriore del complesso scultoreo, con la rappresentazione del “miracoloso” trasporto così come narrato dalla tradizione popolare. Si tratta di uno dei complessi scultorei monumentali più importanti del rinascimento italiano.

Cupola: fu affrescata tra il 1890-1907 da Cesare Maccari con le raffigurazioni delle Litanie Lauretane e delle Storie dell’Immacolata. Parte dei precedenti affreschi del Pomarancio sono nel Museo Pinacoteca.

Cappelle absidali: nove cappelle che si irradiano intorno alla Santa Casa. In passato erano decorate con affreschi e dipinti su tela di vari artisti del XVI e del XVII secolo (oggi esposte al Museo Pinacoteca). Alla fine dell’ 800, a seguito dei restauri della chiesa, le cappelle furono affrescate con il contributo dei cattolici di varie nazioni del mondo, per questo oggi sono dedicate a quelle nazioni. Parteciparono alla decorazione importanti pittori quali: L. Seitz, M. Faustini, C. Donati, A. Gatti, B. Biagetti, C. Lameire, B. Steffanina.

Cappella dei Duchi di Urbino: È l’unica cappella sopravvissuta ai restauri del XIX secolo. Fu affrescata da Taddeo Zuccari nel 1582 e decorata con splendidi stucchi dal Brandani. La pala d’altare era la famosa Visitazione di Federico Barocci (1580). Oggi se ne può vedere una copia in mosaico del XVIII secolo, mentre l’originale si trova presso i Musei Vaticani.

Sagrestia di San Luca: arredatati con splendidi armadi intarsiati del XVI secolo. Da qui si passa per accedere nella Cripta del S. Crocifisso.

Sagrestia di San Marco: Fu affrescata dal Melozzo da Forlì (1477-1479) con angeli che sorreggono gli strumenti della Passione e Profeti nella volta, e l’Ingresso di Geù a Gerusalemme alle pareti.

Sagrestia di San Giovanni: Fu affrescata da Luca Signorelli (1481-1485) con la rappresentazioni di angeli musicanti nella volta, gli Apostoli e l’Incredulità di S.Tommaso alle pareti, e La conversione di Saulo nel sovrapporta. Sono di sua mano anche i monocromi che si trovano sulla volta della navata centrale della basilica.

Cappella del Battistero: fonte battesimale di T. Vergelli (1600-1607), e affreschi del Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio (1612-1615).

Andito della Sagrestia Nuova: decorata con eleganti stucchi di F. Selva (sec. XVII), custodisce una collezione di dipinti di vari artisti tra cui Guido Reni e Simone Cantarini.

Sagrestia Nuova o Sala del Tesoro: La Sala è nata per custodire i doni votivi che sono giunti per secoli alla Vergine Lauretana. Gli affreschi e la pala d’altare sono di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio (sec. XVI).

Basilica inferiore o Cripta dei Santi Pellegrini: l’ampio ambiente è stato recuparato in occasione del Giubileo del 2000. L’altare è stato realizzato recuperando dei mensolini antichi. La croce processionale è stata creata da Valeriano Trubbiani e donata dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La porta d’ingresso in cui è rappresentata l’Annunciazione ad ante chiuse, il Trasporto della Santa Casa e la Vergine Lauretana ad ante aperte, è opera di Massimo Aranci.

LA CITTÁ

“Via dei Coronari” (Corso Boccalini): L’antica denominazione era dovuta alla presenza di coronari lungo la via, cioè di artigiani, spesso donne, che inanellavano gli acini dei rosari sedute fuori dalle loro botteghe. Lungo il Corso si incontrano diversi negozi che propongono i prodotti enogastronomici tipici di Loreto e della Regione Marche. Potrete anche trovare un ricca produzione di argenti, oggettistica religiosa, ceramiche, creazioni tessili, ecc. che ricalcano la antica tradizione artigianale lauretana. Lungo la via si incontra il Palazzo della Provincia oggi Palazzo Municipale. Costruzione di gusto rinascimentale attribuita a Marino di Marco Cedrino per la parte inferiore, e a Giuliano da Maiano, per quella suiperiore.

Piazza Garibaldi: In fondo al Corso si trova la piazza dedicata a Giuseppe Garibaldi. Il busto rappresentante l’eroe risorgimentale è di Ettore Ferrari. Sulla piazza si affacciano la sala espositiva e il cinema-teatro. Ci troviamo sul Bastione del Comune o, detto anche, del Sangallo. Il palazzo sulla sinistra è l’ex-palazzo comunale, costruito alla fine del XVI secolo. La Torre Civica fu realizzata per volontà del protettore della Sanata Casa, Card. A. Barberini, nel XVII secolo, ma la merlatura fu rifatta alla fine del XIX secolo.

Porta Romana: fu costruita da Pompeo Floriani nel 1590 circa, a sostituzione della Porta Osimana (oggi chiusa). Le decorazioni sculturee sono state realizzate da Simone Cioni. In particolare le due statue rappresentanti Profeti erano destinate al Rivestimento marmoreo della Santa Casa. Usciti da Porta Romana ci troviamo su Piazza Leopardi o Piazza dei Galli

Monte Reale. (Via Fratelli Brancondi): Si tratta della via che passando per Recanati arriva fino a Roma. E’ ciò che resta dell’ambizioso progetto di Sisto V di ampliare la città di Loreto, detta “addizione sistina”.

Fontana dei Galli: Commissionata dal Card. A. M. Gallo fu decorata con quattro galletti e un drago bronzei di Tarquinio e Pietro Paolo Iacometti (1514-16).

Loggiato vanvitelliano: Attribuito al famoso architetto della Reggia di Caserta perchè fu realizzato durante la presenza a Loreto di Luigi Vanvitelli per vari lavori, tra cui la costruzione del campanile del Santuario.

Obelischi: Eseguiti da Pompeo Floriani nel 1590 per orientare i pellegrini verso Roma, difatti erano posti ai lati di Porta Romana. Furono dedicati al Card. Gallo.

Facendo il giro intorno alle mura, passando per Piazzale Squarcia, si può ammirare la parte esterna del Bastione del Comune. Così proseguendo prendiamo Via Sito V.

Via Sisto V: Lungo la via si incontrano diversi negozi che proporranno i prodotti enogastronomici tipici di Loreto e della Regione Marche. Potrete anche trovare un ricca produzione di argenti, oggettistica religiosa, ceramiche, creazioni tessili, ecc. che ricalcano la antica tradizione artigianale lauretana ed inoltre potrete visitare il Presepe Permanente “Benedetto XVI”.

Monumento a Giovanni XXIII: Fu voluto dalla cittadinanza a ricordo dello storico pellegrinaggio di papa Giovanni XXIII a Loreto (4 ottobre 1962). La statua bronzea e il bassorilievo in travertino furono realizzati dal Alessandro Monteleone nel 1966.

Porta del Palazzo Apostolico: Fu scolpita da Raniero Nerucci per la basilica ma fu trasferita nell’attuale collocazione dopo il 1580, cioè quando fu realizzata la nuova facciata.

Le fontane storiche: Loreto visto il grande afflusso di pellegrini, nei secoli ha avuto bisogno di molta acqua con la quale rifocillare tanta gente. Così, agli inizi del XVII secolo, fu costruito su progetto di Giovanni Fontana e Carlo Maderno un acquedotto da Recanati che ancora oggi si può vedere in Via degli Archi. E’ l’acqua che sgorga dalla Fontana di Piazza della Madonna. Altre fontane sorsero lungo le antiche vie di accesso alla città: Fontana della Buffolareccia in via Buffolareccia; Fontana della Costa d’Ancona in via Costa d’Ancona; Fonte del Carpine in via Carpine; Fonte delle Bellezze in via  Benedetto XV; Fontana della Via della Croce.

Chiesa della Banderuola: Tradizionalmente è il luogo dove si fermò la Santa Casa della Madonna prima di arrivare sul Monte Prodo, cioè dove oggi sorge Loreto. Si trova sulla strada per Scossicci, verso il mare. Il nome deriva dal fatto che, per indicare questo luogo sacro ai marinai, pescatori e viandanti, in origine venne posta una bandiera (banderuola) sulla piccola chiesa costruita nel XVI secolo.

INOLTRE SI CONSIGLIA DI VISITARE:

Museo Pinacoteca della Santa Casa: costituito negli appartamenti Pontifici del Palazzo Apostolico in 2000 mq di esposizione si possono ammirare tra gli altri:

• i dipinti provenienti dalla Chiesa: fra gli altri opere di L. Lotto, G.Muziano, P. Tibaldi, G. Reni, F.Bellini, C. Roncalli detto il Pomarancio, S. Vouet, A. Zanchi, G. M. Crespi, S. Conca, F.Foschi, ecc.

• Una collezione di arazzi del XVII secolo realizzati a Bruxelles su cartoni di Raffaello Sanzio.

• Una collezione di maioliche istoriate da farmacia, uno dei rari casi di una collezione integra, di bottega di Orazio Fontana (Sec. XVI) e dei Patanazzi (sec. XVII).

• Quadreria di arte contemporanea: A. Sassu, V.Trubbiani, F. Bodini, P. Cascella, P. Guccione, ecc.

• I mobili di arredo dell’appartamento pontificio, databili dal XV al XX secolo.

• Il tesoro della Santa Casa: gioielli, arredi liturgici, un crocifisso argenteo del Giambologna, la famosa perla del Mar Rosso pescata nel XVII secolo in cui sembra raffigurata la Vergine in volo su di una nuvola, ecc.

• Collezione di presepi di diverse epoche e provenienti da diverse regioni italiane.

• Immagini e oggetti di pietà e devozione popolare.

Ingresso ad offerta con orari di apertura:

Novembre – Marzo: Ore 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00 (solo il sabato e la domenica)

Aprile – Ottobre: Ore 9.30 -13.30 / 16.00 – 19.00

L’ingresso chiude 30 minuti prima della chiusura.

Chiusure: lunedì, 1° gennaio, Pasqua, 15 agosto, Natale.

Tel. 071.9747198 – Piazza della Madonna, c/o Palazzo Apostolico, Primo Piano

Museo Storico dell’Aeronautica: Una raccolta unica nel suo genere, che può vantare la presenza di centinaia di pezzi originali, e in alcuni casi unici, dalla nascita della Regia Aeronautica ad oggi.

• Uniformi della Regia Aeronautica

• Equipaggiamenti da Volo

• Secondo conflitto mondiale: aeronautica nazionale repubblicana, aviazione del sud-cobelligerante, Regia Marina.

• Periodo post bellico: uniformi, mantelline, cappotti e impermeabili.

Ingresso libero con orari di apertura:

Novembre – Marzo: dal lun. al ven.: apertura su richiesta / Sab. dom. e festivi: 10.00 – 13.00 / 16.00 – 20.00

Aprile – Ottobre: dal lun. al ven.: 16.00 – 20.00 / Sab. dom. e festivi: 10.00 – 13.00 / 16.00 – 20.00

Tel. 071 970330 – Corso Boccalini n° 38

Presepe Permanente “Benedetto XVI”

Orario: 9.00 – 13.00 / 14.30 – 19.30

Per informazioni e prenotazioni cell. 338.9129391 – Via Sisto V – a 50 mt. dalla basilica

Cimitero Polacco

Orario: martedì – domenica 9.00 – 12.00 / 15.00 – 17.00 ; Lunedì chiuso